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Oggi è stata abolita la legge che da 22 anni impediva ai malati di AIDS di emigrare negli Stati Uniti. L'abolizione del bando nell'America di Obama si unisce all'intenzione di ospitare nel 2012 un summit globale sulla piaga dell'AIDS nel mondo.
Il bando fu imposto negli anni Ottanta, quando la malattia oltre a diffondersi in maniera mai vista prima di allora in tutto il mondo, fece sviluppare anche una sorta di panico collettivo che portò il mondo, nei successivi decenni all'emrginazione dei sieropositivi.
Vi si aggiune il fattoche le prime vittime della malattia del sistema immunitario sono sempre stati individui ancora emarginati in svariati altri contesti e spesso stigmatizzati come prostitute e omosessuali. Negli anni Novanta si era addirittura arrivati ad una situazione sociale in cui molti malati di HIV ricorsero al suicidio per il sentimento non solo di abbandono, ma anche di generale rifiuto, recondito (torna alla memoria la situazione presentata nel film Philadelphia , che valse un oscar a Tom Hanks) o legalizzato e dichiarato, come il bando degli Usa assieme ad altri 12 stati. Alla base del bando, che sino a ieri ha visto gli Stati Uniti accomunati anche a Libia e Arabia Saudita, vi era a detta del presidente Obama, più una questione di immotivata paura che un concreto riferimento ai numeri e alla probabilità che l'ingresso di malati di AIDS potesse incrementare la probabilità di contagio. In effetti, da anni i medici continuano a ripetere che il modo migliore per evitare il contagio è essere oculati nei rapporti sessuali occasionali e usare il preservativo. Ma il principale ostacolo alla prevenzione continua ad essere, anche se siamo nel 2010, la paura di parlare di argomenti che tocchino la sfera sessuale dell'individuo. Obama, attualmente alla prese con la clamorosa riforma del sistema sanitario negli Stati Uniti, ha affermato che il bando era in totale contrasto con l'intenzione degli Stati Uniti a diventare Paese leader nella lotta control'HIV. Se si ritiene che per risolvere un problema non basti fingere che non esista o di tenerlo lontano dalla porta di casa, non gli si può che dare ragione. |