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Internet e il diritto a dimenticare PDF Stampa E-mail

di Sabrina Barbante

Recentissimi sono i dibattiti che hanno visto parte dell'opinione pubblica in movimento per gruppi di facebook molto critici nei riguardi di alcune persone più o meno note. Di certo il più discusso, perchè i media hanno deciso che ne si doveva discutere, i gruppi a sfavore del Premier italiano. Taluni addirittura inneggianti alla sua morte.

 

In Francia e negli Stati Uniti il dibattito si è addirittura incentrato si quanto possa essere effettivamente dannoso per i cittadini, oltre che per personaggi famosi, la possibilità per chiunque di rendere pubblcia la propria opinione su qualcuno.

Secondo Alberic Guigou, della Reputation Squad (società di consulenza e gestione della reputazione on line), evidenzia come spesso i dibattiti veloci sui social network su ogni aspetto della cronaca non solo rosa ma anche giudiziaria, siano (non solo potenzialmente) lesivi della vita di molti individui. Non si pensi solo a chi in internet pubblica commenti negativi su Britney Spears, ma anche a quanto si scrive on line su persone attorno alle quali ruota la cronaca giudiziaria ma ancora non dichiarate colpevoli (gli imputati del caso Kersher, Alberto Stasi solo come sempi italiani).

Il prezzo della democrazia e della libertà di opinione?
Non proprio, secondo quanro afferma Divina Frau-Meigs, Professoressa di American Studies e Media Sociology alla Sorbonne di Parigi.

Se si considera che ciò che viene pubblicato in internet è potenzialmente eterno, anche dopo che impputati colpevoli finiscono di scontare la propia pena e sono quini in pari con la società, questi possono continuare a risentire della presenza on line della loro storia e della condanna dell'opinione pubblica nei loro confronti. Insomma, secondo Divina Frau-Meigs uno de nuovi diritti del cittadino dovrebbe essere anche quello di far dimenticare al mondo il proprio passato.
In Francia in questi giorni viene proposto un disegno di legge che prevede la possibilità per gli utenti di Internet e dei social network di poter mettere una "scadenza" ai propri dati in internet, di modo che dopo un determinato periodo il proprio "passato" telematico possa sparire.  Non sono in pochi a pensare o a temere che se passasse il disegno, ciò che inizialmente è facoltativo possa diventare una clausola obbligatoria. 

 

 

   

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