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Google Buzz: ciao ciao privacy PDF Stampa E-mail

di Gaetanocosimo Massari

Da anni ci si interroga quanto internet e i nuovi media siano o meno “rispettosi” della nostra privacy. E’ strano notare come, navigando su internet, compaiano sempre più pubblicità che colpiscano direttamente i nostri interessi … è solo un caso o qualcosa di studiato a tavolino?

 

Quando si parla di privacy la prima cosa che salta in mente è Google, la famosa azienda di Mountain View che ha fatto successo grazie al motore di ricerca e alla pubblicità. Il timore adesso si chiama Buzz, il nuovo social network associato a Gmail inventato dall’azienda per contrastare Facebook. Non appena si accede a Gmail una schermata invita l’utente ad attivare le nuove funzionalità senza possibilità di configurazione iniziale: chissà quanto l’unione di social network ed email contribuisca ad aumentare lo spam nelle nostre caselle di posta…
Abilitando Buzz il nostro nome e cognome diventano di dominio pubblico al pari di Facebook. Solo grazie ad una modifica delle impostazioni sarà possibile celare i nostri dati. L’aspetto più inquietante è che Buzz sarà ottimizzato per il mercato mobile (Android e iPhone in primis). Ad esempio, abilitando la funzione “Share Location” – molto simile a Google Latitude – si potrà vedere dove sono i nostri amici, in ogni momento: funzione magari utile per i genitori più apprensivi, a mio avviso da grande fratello globale.
Certo con Google Buzz si potranno condividere informazioni, articoli e foto al pari di face book. Bisogna solo stare attenti a non cadere nella trappola di Google e mostrare solo ciò che effettivamente vogliamo.
Avrà successo? E’ difficile dirlo adesso. Al momento Facebook contare su oltre 400 milioni di utenti mentre Gmail viene utilizzato da 176 milioni di utenti (quanti di questi utilizzeranno Buzz???).
Cosa farà Google per strappare a Facebook una fetta di mercato? La paura di ripetere un flop quale Google Wave (una sorta di condivisione totale dei contenuti, dai documenti ai dati personali alla posta ect ect) è tanta…

… la paura di essere sempre più sotto l’occhio di un grande fratello pure.

 

   

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