giovedì 09 settembre 2010  
Testate al muro
  Testata iscritta al n°975 del Registro della Stampa
  del Tribunale di Lecce, il 12 novembre 2007
   a cura dell'associazione
   Libera Frequenza
 
Home
Primo Piano
Esteri
Locale
Disabilità & dintorni
Rassegna Stampa
Cultura & Spettacoli
Arte, Libri & Fumetti
Cinema
Musica
Scienza
IT - Tecnologie
Economia
Newsletter!!!






Ultim'ora
Home arrow Primo Piano arrow Allevamenti intensivi e rischio di malattie per gli umani
Allevamenti intensivi e rischio di malattie per gli umani PDF Stampa E-mail

di Sabrina Barbante

In questi giorni è stato pubblicato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) ha pubblicato un dossier dal titolo ''Rischio sanitario degli allevamenti intensivi. Resistenza agli antibiotici e nuove malattie''.

Il dossier è stato pubblicato in concomitanza del lancio del libro-inchiesta di Jonathan Safran Foer ''Se niente importa. Perche' mangiamo gli animali?'' (Guanda editore).

I dati contenuti nel dossier, approfonditi in chiave di inchiesta-autobiografica, evidenziano realtà allarmanti relativamente all'utilizzo di antibiotici negli allevamenti intensivi, per poter tenere in vita anumanli che altrimenti, in quelle condizioni, si ammalerebbero di continuo e morirebbero prima di diventare carne da macello. Per produrre 1 kg di carne in allevamento intensivo sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotico.

I farmaci rimangono infatti nei tessuti degli animali e arrivano al piatto dei consumatori.  In media ogni italiano consuma 87 kg di carne ogni anno (senza considerare i consumi di prodotti ittici), ragion per cui i  media ingerisce involontariamente e sino a pocp tempo fa a asua insaputa, quasi 9 grammi di antibiotici, equivalenti alla somministrazione di circa 4 terapie antibiotiche ogni anno.

Inoltre l'EFSA (European Food Security Authority), l'Autorita' alimentare europea, ha rilevato che  in molti casi i cibi di origine animale trasmettano all'uomo batteri resistenti agli antibiotici.

L'ingestione continuata, tramite la carne, di questi medicinali, puo' alla lunga provocare disturbi intestinali cronici e inefficacia di trattamenti antibiotici a scopo terapeutico quando ne sorga la necessità.

I batteri, se in costante contatto con gli antibiotici, sviluppano una resistenza agli stessi.

Cio' significa non avere la possibilità di guarire dalle patologie trasmesse dai batteri in questione, con esiti potenzialmente anche fatali.

Poche di queste cose scritte nel rapporto di LAV non sono già state dette dalle associazioni animaliste negli ultimi anni. I dati numerici e scientifici invece iniziano ad essere diffusi solo ora, con preoccupazione di diversi settori dell'economia e della politica. 

Certo è che, anche i consumatori, a molte delle cose scritte in questo recente e per alcunoi aspetti inedito dossier,  ci sarebbero potutti arrivare con il buon senso dal momento che le condizioni degli allevamenti intensivi sono noti e al centro di svariati dibattiti da almeno venti anni.

 

   

Commenti  
 


Aggiungi il tuo commento
Solo gli utenti possono commentare un'articolo.

Nessun commento postato



mXcomment 1.0.5 © 2007-2010 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
giovedì 04 marzo 2010
 
Login





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Shout It!


Devi essere un utente registrato per utilizzare shout!
Registra il tuo account qui!
Chi e' online
Abbiamo 16 visitatori online
© 2010 Testate al muro
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.