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Un ricercatore pazzo e una banca che non esiste PDF Stampa E-mail

di Gaetanocosimo Massari

Ieri sera stavo mangiando una pizza in compagnia di qualche collega e si rideva e scherzava alle battute di Zelig. Ecco la pubblicità ed un nuovo spot. Sembra una pubblicità progresso, lunga ma fatta bene. Un ricercatore in crisi mistica decide di lasciare gli Stati Uniti trascinando con se la ragazza americana e di trasferire know-how e ricerche in Italia, solo per far del bene al proprio paese e a renderlo migliore.

 

Le risate da goliardiche si trasformano in risate di ira e sdegno. Questo capolavoro dell’ipocrisia targato Silvio Soldini con la complicità di Margherita Buy raggiunge il suo culmine quando un altro ricercatore (ancora non demotivato) chiede al “mistico” se tutto ciò che ha trovato in Italia è come negli states. Indovinate la risposta del “mistico”? “E’ MEGLIO!”

Come farebbe un ricercatore a campare con 800 – 1000 euro al mese (fidanzata americana a carico)? Negli USA un ricercatore viene stimato e stimolato (sia dal punto di vista monetario che di reputazione) da un ambiente privo di baronaggi universitari (ahimè in Italia gli unici baluardi dove ancora si effettua vera ricerca sono proprio le università) e in cui egli sa davvero di contare qualcosa. Perché dovrebbe tornare in un paese vecchio, malato, corrotto ed in cui tutti i soldi e i finanziamenti vengono utilizzati per finanziare in minima parte la ricerca? Può sempre mantenersi chiedendo un mutuo alla banca…
Un mio ex compagno di università è rimasto a fare il ricercatore proprio in università. Ora ha deciso di comprar casa e di chiedere un mutuo. Secondo voi la banca ha accettato? CERTO CHE NO! Come fa la banca a finanziare un mutuo ad un ricercatore che, per quanto brillante, prende una cifra da miseria e non ha per niente delle certezze per il proprio futuro?

Per concludere… In Italia un dottorato viene valutato pochissimo dalle aziende, a volte addirittura un ingegnere con dottorato comincia a lavorare in una azienda italiana come neo-laureato. Come può quindi tornare un brillante ricercatore americano in Italia? Semplicemente non torna. Le banche rimpiangeranno i suoi soldi, ma lui non rimpiangerà i migliori anni della sua vita.

 

   

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